Caporalato: reclutava mondine dagli occhi a mandorla
sabato 31 luglio 2010

ImageCaporalato: piaga dell’edilizia e dell’agricoltura. E non solo al sud. Gli agenti della squadra mobile di Verbania in collaborazione con i colleghi di Novara, dopo mesi di indagini svolte in massima parte con l’utilizzo di intercettazioni telefoniche, pedinamenti e appostamenti, hanno denunciato una donna cinese di 35 anni, residente in Ossola che procurava manodopera a compiacenti imprenditori risicoli delle province di Novara, Vercelli e Pavia. Tutti cinesi, in gran parte regolari sul territorio nazionale che finivano a lavorare per una manciata di euro al giorno nelle risaie della bassa e che vivevano in precarie condizioni igieniche e sanitarie. Otto euro all’ora il prezzo stabilito dall’imprenditore per ciascun cinese impiegato. Ma nelle tasche dei mondariso arrivava una cifra ben inferiore, compresa, a seconda dei casi,  tra i 3 e 5 euro. Un’attività decisamente redditizia che la caporale portava avanti ormai da una decina d’anni e che le avrebbe permesso di accumulare, attraverso lo sfruttamento di connazionali, una somma considerevole. La complessa attività investigativa ha consentito di accertare che la donna, in contatto con oltre 30 compiacenti imprenditori del settore, aveva già inserito, dall’inizio dell’ultima stagione, oltre 40 operai nelle risaie. Dalle intercettazioni è emersa una fitta e stretta rete di contatti che la donna aveva quotidianamente con i titolari delle aziende con i quali aveva anche numerosi incontri d’affari. Proprio gli imprenditori agricoli, una volta avuta la disponibilità di manodopera cinese, provvedevano a passarsela tra di loro, di azienda in azienda per soddisfare le esigenze di lavoro del momento, sempre sotto lo stretto controllo della manager cinese. Lo scorso 28 luglio agenti della mobile con la collaborazione dei colleghi di Novara hanno proceduto a numerose perquisizioni personali e domiciliari sia a carico della caporale cinese sia nei confronti degli imprenditori agricoli ed hanno rintracciato una quarantina di lavoratori cinesi, due di questi clandestini, tutti procacciati dalla donna, che vivevano in precarie condizioni igieniche e sanitarie.





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