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1500 secondo gli organizzatori, 1000 secondo i più pessimisti sono le persone che oggi sfidando la pioggia battente sono scese in piazza a Verbania per dire “no” alla Riforma Gelmini. Il giorno dopo il “si” del Senato al decreto che prevede fra l’altro il ritorno del maestro “unico” nelle scuole primarie, l’orario antimeridiano per le scuole dell’infanzia, la protesta di studenti, insegnanti e genitori ha lasciato le aule scolastiche per riversarsi in piazza. A Verbania i manifestanti si sono dati appuntamento alle 9.30 nel piazzale antistante il liceo Cavalieri a Suna. Poco più tardi, il lungo corteo ha attraversato le vie di Verbania. In prima fila, lo striscione di Cgil-Cisl-Uil scuola. Poi gli studenti, inframmezzati da insegnanti e genitori. Fra i manifestanti anche qualche politico, il sindaco Baveno, Casale Corte Cerro, assessori di Verbania, dell’amministrazione Provinciale del Vco. Il lungo corteo ha sfilato pacificamente lungo Corso Europa, via Veneto, via Mameli sino a confluire in piazza Ranzoni: il tutto sotto gli occhi di decine di automobilisti più o meno solidali con il lungo corteo. Decine gli slogan intonati contro il ministro Gelmini, a difesa della scuola pubblica. Rimandano al mittente le accuse di strumentalizzazione politica e all’indirizzo del Governo inviano un’unica domanda : “la revisione della riforma”. Secondo i sindacali la protesta ha bloccato l’attività didattica di molte scuole nel Vco. A Verbania in diverse scuole la percentuale di adesione allo sciopero ha superato il tetto del 95%. A Gravellona l’istituto comprensivo ha toccato quota 80,20%. A Domodossola le scuole medie hanno registrato l’80 di adesione allo sciopero. Numeri che hanno fatto dire a Gabriella Prandi di Flc Cgil Vco: “bilancio più che positivo . Da anni non si vedeva tanta gente così in piazza. E non ci fermiamo qui. E’ stata annunciata una raccolta firme noi saremo al fianco di chi si batterà per cambiare questa legge “.
Il buio, il freddo, la pioggia ha invece scoraggiato molti a partecipare al sit-in in programma dalle 17 alle 20 di oggi davanti al Municipio di Domodossola. A prendere per prima la parola una studentessa che ha letto una lettera di Pietro Calamandrei, scritta in occasione del terzo Congresso Nazionale della Scuola, in cui il giurista-politico e costituzionalista sottolineava l’importanza per il futuro del paese di un’adeguata istruzione pubblica. Dopo di lei l’intervento del Professor Lista, docente al Liceo Spezia che ha ribadito quanto sia deleteria per il futuro dei bambini e ragazzi di oggi la riforma che non rinnova ma riduce la proposta formativa della scuola italiana.
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